BERGAMO, 04 GEN - Ha confessato in questura il presunto autore del delitto di Mamadi Tunkara: il movente è sentimentale. L'assassino contestava alla vittima di aver iniziato una relazione con la sua ex compagna. Il Delitto è avvenuto ieri attorno alle 15, in via Tiraboschi, nella zona dello shopping, e già nelle ore successive la polizia era sulle tracce del presunto killer. Mamadi Tunkara, 36 anni, gambiano, era il responsabile della vigilanza privata del supermercato Carrefour. Ieri è stato aggredito mentre si stava recando in bicicletta verso il supermercato per iniziare il turno di lavoro: è stato spintonato da un uomo, è caduto a terra ed è stato colpito a morte con 4 o 5 coltellate. I soccorsi del 118 sono stati tempestivi, ma per Tunkara non c'è stato nulla da fare. Diverse le telecamere nella zona e più di una persona ha assistito al Delitto. Stando a quanto trapela, probabilmente i due uomini si conoscevano o comunque si erano già incontrati e potrebbero aver avuto una lite proprio ieri. Intanto stamani in Prefettura a Bergamo è in corso un vertice straordinario del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato a seguito dell'omicidio. L'incontro è presieduto dal prefetto Luca Rotondi, presenti il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota e i vertici delle forze dell'ordine. Fonte ANSA 2025-01-04
Bergamo: vigilante ucciso, fermato confessa 'l'ho ucciso per gelosia'/PREVISTO
Napoli, 4 gen. (LaPresse) - È durata poche ore e si è conclusa al confine tra Italia e Svizzera la fuga del killer di Mamadi Tunkara, 36enne gambiano addetto alla sicurezza di un punto vendita Carrefour nel centro di Bergamo, ucciso ieri a coltellate. Djiram Sadate, 28enne del Togo, ascoltato in Questura a Bergamo ha confessato l'omicidio fornendo anche un movente sentimentale: il giovane sospettava che Tunkara avesse una relazione con la sua ex compagna. Alla procuratrice aggiunta di Bergamo Maria Cristina Rota e agli agenti della Polizia di Stato che hanno svolto le indagini, il 28enne ha raccontato di aver voluto incontrare Tunkara ieri pomeriggio per chiedergli chiarimenti sulla presunta relazione tra quest'ultimo e la sua ex; tra i due sarebbe nata una discussione, sfociata in lite al culmine della quale Sadate ha estratto un coltello, ferendo a morte l'addetto alla sicurezza. Poi la fuga verso la Svizzera: al confine è stato sottoposto a controllo dalla polizia elvetica, che lo ha portato al posto di polizia italiana. Qui gli agenti hanno riconosciuto il 28enne che era stato segnalato, lo hanno quindi bloccato e portato a Bergamo dove è stato ascoltato in Questura. Durante l'interrogatorio ha confessato l'omicidio ed è stato sottoposto a decreto di fermo. È stato inoltre trovato, e sequestrato, il coltello che sarebbe stato utilizzato dal 28enne per l'omicidio. Si tratta di un coltello da cucina in ceramica con lama di 14 centimetri, trovato in un cortile dagli agenti della Polizia nel corso delle indagini coordinate dalla Procura bergamasca. Il 28enne, richiedente asilo e fino ad oggi incensurato, era iscritto a una scuola professionale di Bergamo per conseguire la licenza media superiore. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha espresso la propria soddisfazione al capo della Polizia Vittorio Pisani per il rintraccio del presunto killer di Tunkara. "L'indentificazione e il rintraccio a poche ore dal delitto - ha detto Piantedosi - conferma che le nostre forze di polizia hanno grande capacità non solo di prevenzione dei reati, ma anche di assicurarne gli autori in tempi brevi alla giustizia. A chi ha operato nella circostanza e all'autorità giudiziaria va il nostro plauso ed il nostro ringraziamento". Fonte LaPresse 04 GEN 25
Tunkara ucciso con coltello in ceramica ma aggressione non pianificata
Bergamo, 04 gen. - (Adnkronos) - E' un coltello da cucina con una lama in ceramica lunga 14 centimetri e una impugnatura lunga 13 l'arma che ha ucciso Mamadi Tunkara, il vigilante gambiano di 36 anni, accoltellato a morte ieri in pieno centro a Bergamo. L'arma del delitto era stata trovata ieri stesso dagli agenti della squadra mobile d Bergamo ad un chilometro di distanza dal luogo dell'aggressione all'interno del cortile di uno stabile. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'aggressione da parte del 28enne togolese Djiram Sadate però non sarebbe stata pianificata, ma sarebbe frutto di una lite finita male. Nel corso della conferenza stampa indetta nel pomeriggio di oggi nella questura del capoluogo orobico, la procuratrice Maria Cristina Rota, ha sottolineato che proprio durante il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuto questa mattina a Bergamo è emerso un forte aumento dell'uso di armi da taglio e da punta, da parte di giovani e stranieri che sempre più spesso portano con loro questo tipo di armi senza un motivo legittimo. Il lavoro di indagine prosegue senza sosta e ora si dovrà accertare se davvero Tunkara avesse una relazione con la ex compagna del 28enne togolese. Di certo al momento c'è solo che questi ultimi conoscevano bene la vittima perché andavano a fare la spesa nel supermercato dove lavorava come vigilante. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, sembra che ieri pomeriggio il 28enne si sia recato al Carrefour di via Tiraboschi per chiarire la situazione con il 36enne. All'interno del locale però sembra che non lo abbia trovato e che se ne stesse per andare, quando una volta uscito dal negozio, lo avrebbe visto arrivare in bicicletta. A quel punto lo avrebbe affrontato chiedendogli di ammettere la relazione con la sua ex. Agli investigatori il 28enne ha riferito che Tunkara avrebbe reagito male e che la discussione sarebbe ben presto degenerata finendo nel sangue. Fonte Adnkronos 04-GEN-25
