MILANO: Morì a Milano bloccato a terra, assolti due vigilantes

Martedì, 14 Aprile 2026 19:49

Morì a Milano bloccato a terra, assolti due vigilantes "Non punibili per adempimento del dovere". Le urla della madre: "vergogna" (di Igor Greganti e Francesca Brunati)

MILANO, 14 APR - La "causa di giustificazione" dell'adempimento di un dovere ha portato, anche se in un dispositivo di sentenza complesso per cui bisognerà attendere le motivazioni tra 90 giorni, alle assoluzioni di due vigilantes imputati a Milano per omicidio preterintenzionale per la morte di Giovanni Sala, 34enne che venne bloccato a terra, nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023, davanti alla sede Sky di Rogoredo, mentre era "in evidente stato di alterazione". Sala, per il pm Alessandro Gobbis, titolare delle indagini della Polizia che aveva chiesto due condanne fino a 6 anni, morì per arresto cardiaco dopo essere stato, secondo l'accusa, anche "trattenuto" a terra con un ginocchio sulla schiena "per 4 minuti" e colpito con due pugni. Accusa che la Corte d'Assise ha cancellato ritenendo "non punibili" le due guardie giurate per la scriminante prevista. Anche se allo stesso tempo ha applicato un'altra norma da cui pare possa desumersi che i due avrebbero ritenuto erroneamente di agire nell'adempimento di un dovere. Un errore che però non è stato determinato da una loro colpa, date le circostanze del caso concreto. Dopo la lettura del verdetto sono risuonate dentro e fuori dall'aula le urla della madre del 34enne, che in lacrime se l'è presa coi giudici e con gli imputati gridando: "E' vergognoso, mio figlio non c'è più e questi due, delle bestie, sono liberi". E il padre: "Bastava guardare i video... ma non finisce qui". I due dipendenti di una società di sicurezza privata, difesi dagli avvocati Sandro Clementi, Angela Ferravante e Camilla Urso, nel processo avevano reso dichiarazioni spontanee per sostenere di aver agito con "professionalità e senza mai usare violenza", raccontando che quella notte, mentre attendevano "per un'ora che arrivassero le forze dell'ordine", c'era il "pericolo" che l'uomo, che "voleva entrare nella sede Sky, ferisse qualcuno, come personaggi dello sport e della tv, o distruggesse macchinari". Per le difese, i due agirono seguendo le procedure e Sala morì perché aveva problemi cardiaci e un'intossicazione da cocaina. "Spiace molto per la vittima, ma loro hanno subito indagini e un processo per tre anni", ha detto l'avvocato Clementi. Per il pm, invece, che si basava sull'analisi delle telecamere di sorveglianza, Sala aveva "sì esasperato i due imputati che, però, hanno sbagliato con il loro comportamento violento e prevaricatorio" e lui, che "non era un pericolo per nessuno, ha pagato con la vita il fatto di essere stato solo molesto e petulante". Per il pm, in quell'azione diedero "sfogo ad istinti inutilmente prevaricatori". Il 34enne, che aveva assunto alcol e cocaina ed era cardiopatico, sarebbe stato immobilizzato con forza, quando non c'era "necessità di tutelare persone o cose da pericoli concreti". Per la Procura, fu "quella azione violenta a causare la morte". Da qui l'omicidio preterintenzionale, ma con le pene richieste abbassate dalle attenuanti generiche e della provocazione e per uno dei due, colui che non sferrò pugni e non mise "il ginocchio sulla schiena", anche dal "contributo di minima importanza". Oggi sono arrivate le assoluzioni, ma la Procura ricorrerà certamente in appello. "Leggeremo le motivazioni e impugneremo il verdetto. Dal dispositivo è una sentenza assolutamente ingiusta, ingiustificata e ingiustificabile. Questo è il pensiero anche dei familiari", ha commentato l'avvocato Andrea Orabona, legale di parte civile con la collega Giulia Piva e che rappresenta la famiglia di Giovanni Sala. Fonte ANSA 2026-04-14

Pubblicato in Curiosità