VICENZA, 20 APR - Dal Veneto all'Ucraina, si allunga la lista dei "foreign fighters" o aspiranti tali, sui quali si sta accentrando l'attenzione delle questure, nella regione che ha gia' visto morire sul campo il miliziano veneziano Edy Ongaro, combattente con le forze separatiste del Donbass. La Questura di Vicenza ha sequestrato nelle scorse settimane armi e munizioni a persone residenti in provincia, che avrebbero manifestato - principalmente con post sui social network - l'intenzione di andare a combattere in Ucraina. A compiere gli accertamenti la Digos e la Polizia Postale vicentine, ma l'indagine potrebbe coinvolgere un numero piu' ampio di persone. Pochi particolari trapelano dalla delicata inchiesta. Di certo si sa soltanto che un sequestro di armi e' stato effettuato nei confronti di una guardia giurata di 40 anni, residente nella provincia. Secondo quanto si e' appreso le armi, due pistole, sono regolarmente detenute dall'uomo, e usate per il suo lavoro. Il quarantenne avrebbe espresso sui social network la volonta' di recarsi in Ucraina a combattere per la resistenza. Altre posizioni, forse due ma il numero potrebbe essere maggiore, sempre individuate attraverso il monitoraggio delle piattaforme social e altre applicazioni di messaggistica, come gruppi e canali di Telegram, sono ancora in corso di verifica da parte della Questura berica. Ulteriori indagini sono in corso invece sulla vicenda di un cittadino ucraino, residente a Vicenza, che invece avrebbe gia' deciso di ritornare in patria alcuni mesi fa per portare aiuti alla popolazione, e che aveva poi manifestato l'intenzione di aggregarsi alle forze di difesa del proprio Paese. Non e' dato sapere se gli aspiranti combattenti abbiano deciso di rinunciare alla volonta' di combattere, alla luce dei provvedimenti di sequestro. Una recente nota diramata dal ministero degli Esteri aveva sottolineato che "combattere in Ucraina e' reato" e che "tali condotte possono essere penalmente rilevanti". La scorsa settimana, l'ex poliziotto di Cagliari Luigi Frau e' stato rinviato a giudizio per il reato di arruolamento e addestramento con finalita' di terrorismo dalla Dda del capoluogo sardo, perche' avrebbe preso parte tra il 2015 e il 2019 al conflitto in Donbass. A lui la Dda aveva notificato un divieto di espatrio. Fonte ANSA 20-APR-22
