LIVORNO: CHIUSE LE INDAGINI SU ASSALTO AI PORTAVALORI, 11 INDAGATI DEL 'COMMANDO SARDO' = L'indagine lampo dei carabinieri ha consentito di arrestare in un mese la banda
Livorno, 11 feb. - (Adnkronos) - La Procura di Livorno ha ufficialmente chiuso le indagini preliminari sull'assalto ai furgoni portavalori avvenuto il 28 marzo 2025 sulla strada statale 1 Aurelia, nel comune di San Vincenzo. La notifica dell'avviso di chiusura indagini ai sensi dell'art. 415-bis del codice di procedura penale è stata inviata lunedì scorso agli undici arrestati e ai rispettivi difensori, detenuti nelle carceri di Cagliari, Sassari, Oristano, Modena e Livorno. Un dodicesimo indagato resta al momento a piede libero. L'indagine, denominata ''Drago'', condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Livorno e coordinata dalla Procura labronica, ha permesso di ricostruire in tempi rapidi le responsabilità dei membri del cosiddetto ''commando sardo'', ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina pluriaggravata, detenzione e porto di armi da guerra ed esplosivi, furto pluriaggravato e ricettazione. Il blitz dei Carabinieri, eseguito nella notte del 19 maggio 2025 su un territorio che si estende tra Sardegna, Toscana ed Emilia-Romagna, ha visto il coinvolgimento di oltre 300 uomini tra Nucleo Investigativo, reparti territoriali, Ros, Gis, 1° Reggimento Paracadutisti Tuscania, squadroni eliportati, Nuclei Cinofili e Nuclei Elicotteri. Le catture sono avvenute in perfetta sincronia, pochi minuti dopo le 3 di notte, e hanno consentito anche il sequestro di armi, esplosivi, contanti e materiale utilizzato per la rapina. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell'Arma dei carabinieri, il gruppo criminale, composto da italiani originari della Sardegna di età compresa tra 33 e 54 anni, aveva pianificato il colpo per mesi, pre-costituendo alibi e reperendo veicoli rubati da utilizzare per bloccare i portavalori. In particolare, due suv Volvo furono dati alle fiamme dopo l'assalto per eliminare le tracce, mentre il ''palo'' del commando monitorava i movimenti dei mezzi durante l'operazione. Le indagini hanno permesso di accertare anche la disponibilità di armi da guerra e di esplosivi, nonché la capacità del gruppo di mettere in atto un'azione altamente coordinata, che aveva ridotto all'impotenza le guardie giurate dei furgoni. Fondamentali sono stati i riscontri del RIS e l'analisi dei cosiddetti ''burner phone'', telefoni privi di collegamento internet utilizzati per coordinare l'azione. La complessità dell'indagine, spiegano gli inquirenti, ha richiesto un attento lavoro di coordinamento tra investigazioni tecniche, intercettazioni e attività sul territorio. Gli elementi raccolti in poche settimane hanno consentito di ricomporre l'intero quadro criminale, superando alibi e stratagemmi predisposti dagli indagati. Fonte Adnkronos 11-FEB-26
