AREZZO: Botte e umiliazioni a moglie, al via processo ad Arezzo

Martedì, 02 Dicembre 2025 19:08

Botte e umiliazioni a moglie, al via processo ad Arezzo Udienza Corte Assise. La donna: 'Ha anche violentato mia figlia'

FIRENZE, 02 DIC - "Il mio ex ha violentato mia figlia". A parlare in Corte d'Assise ad Arezzo è Nadia, giovane madre di tre bimbi che in aula ha raccontato non solo le violenze subite dal marito, ex guardia giurata di origine tunisina, ma, con voce rotta, ha riferito anche la confessione della figlia 14enne, che sarebbe stata abusata dal patrigno. Un'udienza intensa quella che ha aperto in Corte d'Assise il processo all'uomo, imputato di violenza aggravata e violenza sessuale, fermato dai carabinieri il 21 giugno 2024, in un piccolo centro dell'Aretino dove risiedeva la coppia. I militari intervennero su chiamata dei vicini di casa. La donna, attualmente in una struttura protetta, ha raccontato dei calci nella pancia ricevuti quando attendeva il terzo figlio, soffermandosi anche sull'attaccamento morboso dell'uomo alla figliastra adolescente a cui era vietato, sempre secondo il racconto della donna, di prendere il bus e di andare a scuola se non accompagnata. "Me ne ha fatte di tutti i colori - ha raccontato la donna - compreso tirarmi acqua fredda perché ero andata a trovare una zia a Parma e infilarmi la testa dentro il water". Una vita familiare che, stando al racconto della donna, non sarebbe migliorata neppure quando la coppia aveva deciso di non vivere più sotto lo stesso tetto. Proprio in quel periodo la donna avrebbe raccolto la confessione della figlia 14enne, circa gli abusi sessuali subiti dal patrigno che l'avrebbe costretta anche a bere e fumare droga. "Se avessi saputo prima che violentava mia figlia lo avrei ammazzato", ha detto la donna in lacrime che ha concluso la sua testimonianza, condotta con molto garbo dal pm Julia Maggiore, raccontando di esser stata più volte violentata dall'ex. La presidente della Corte d'Assise ha aggiornato il processo al 14 gennaio per finire l'istruttoria e passare alla discussione, salvo perizia. Francesca Rossi, avvocato dell'imputato, ha ribadito la necessità di una consulenza che dimostri come "nel periodo dei fatti contestati, l'uomo non fosse in grado di avere rapporti sessuali per sue problematiche". Fonte ANSA 2025-12-02

Pubblicato in Curiosità