FREGENE: Omicidio Fregene: nuora cercò su web 'come togliere sangue da materasso', domani la convalida

Venerdì, 16 Maggio 2025 20:50

Omicidio Fregene: nuora cercò su web 'come togliere sangue da materasso', domani la convalida di Emilio Orlando

Roma, 16 mag. (LaPresse) - La odiava tanto da accoltellarla 15 volte mentre dormiva. Nei giorni precedenti l'omicidio aveva cercato sul web come avvelenare a morte una persona e subito dopo l'omicidio, aveva navigato su internet per cercare come ripulire il materasso dal sangue. Dopo averla uccisa, si è cambiata i vestiti sporchi di sangue, tolta i guanti in lattice lordi di sangue e li ha messi in un sacchetto insieme all'arma del delitto, che ha gettato portandoli via, utilizzando l'automobile della suocera che aveva appena ucciso. È quanto sta emergendo dalle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Ostia, coordinati dalla procura della Repubblica di Civitavecchia, sull'omicidio di Stefania Camboni, la donna di 58 anni, trovata morta ieri mattina nella sua abitazione di Fregene, in provincia di Roma. Nella notte, gli investigatori hanno fermato, con l'accusa di omicidio aggravato dalla minorata difesa e di abuso di relazioni domestiche e di ospitalità, Giada Crescenzi, di 31 anni, convivente e compagnia di Francesco Violoni, il figlio della vittima.La coppia, viveva al piano superiore di un villino che condividevano con la 58enne. Secondo quanto sarebbe emerso sin dalla prime battute delle indagini, all'interno della famiglia della vittima c'erano dei dissapori legati a questioni ereditarie, ma che non avrebbero portato al delitto. La donna uccisa non vedeva di buon occhio la nuora che era fidanzata con il figlio da circa un anno. I due si erano conosciuti sul posto di lavoro, dove erano impiegati come guardie giurate all'aeroporto di Fiumicino, ma Giada Crescenzi da qualche mese non lavorava più con l'istituto di vigilanza. Nelle scorse settimane, probabilmente a causa dell'inasprimento dei rapporti con la suocera, la 31enne aveva pubblicato un annuncio sulla pagina Facebook del gruppo di Fregene, perché cercava un appartamento in affitto dove poter andare con Francesco e i due gatti. Prima del fermo, alcune dichiarazioni e un grossolano tentativo di depistaggio, consistito nel far ritrovare il portafogli della vittima vicino all'automobile, abbandonata fuori strada con il muso messo in una cunetta, per far credere che il movente dell'omicidio fosse una rapina, aveva portato gli investigatori a concentrare le attenzioni su di lei. Inoltre la porta d'ingresso dell'appartamento al piano terra della Camboni non presentava segni d'effrazione. Il marito della vittima, Giorgio Violoni, che in passato aveva giocato a calcio con la squadra del Maccarese e poi con le giovanili della Lazio, è morto nel 2020 ed era molto conosciuto nella zona. Questa circostanza aveva particolarmente colpito la 58enne, che ultimamente temeva che la fidanzata avrebbe allontanato definitivamente il figlio. L'avvocato Massimiliano Gabrielli, legale di parte civile dei figli e della sorella di Stefania Camboni, ha spiegato: "Si è trattato di un omicidio brutale, avvenuto nel sonno e con premeditazione, lo confermerebbero le ricerche fatte sul web dalla persona fermata. Escludiamo il furto in casa. Attendiamo i riscontri degli ulteriori esami e della autopsia ed alla quale parteciperemo con il nostro consulente per ricercare conferme ulteriori all’ipotesi del PM sulle modalità di aggressione e ora della morte". Domani, si terrà la convalida del fermo in carcere. Sempre nella mattinata di domani è prevista l'autopsia all'istituto di medicina legale della Sapienza, in piazzale del Verano a Roma. Fonte LaPresse 16 MAG 25

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