VEROLI (FR): Lite per un terreno, nipote spara e uccide nonno, grave il padre All'alba nel Frusinate.

Domenica, 09 Giugno 2024 08:21

Lite per un terreno, nipote spara e uccide nonno, grave il padre All'alba nel Frusinate. Il giovane ha tentato la fuga, arrestato

VEROLI, 09 GIU - Un uomo è morto, il figlio è in condizioni disperate nell'ospedale di Frosinone, il nipote in fuga è stato catturato poco fa dai carabinieri: è la prima ricostruzione di quanto avvenuto all'alba nelle campagne della località Castelmassimo di Veroli. Stando ai primi elementi raccolti dai carabinieri del Reparto Operativo di Frosinone è esplosa una lite familiare per ragioni di pascolo e di confini, al culmine della quale sono stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco dal nipote, uccidendo il nonno di 75 anni e ferendo in maniera molto grave il padre di 54 anni. A quel punto il nipote è scappato nelle campagne circostanti, con l'intenzione di suicidarsi ma è stato rintracciato poco fa dai carabinieri che lo hanno fermato e portato in caserma. Dai primi controlli si tratterebbe di una guardia giurata, l'arma utilizzata per il delitto non è quella di servizio e non risulta denunciata. Il padre in questo momento è nell'ospedale Spaziani di Frosinone dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, la prognosi è riservata. (ANSA). 2024-06-09

Lite per auto parcheggiate davanti casa, uccide il vicino Nel Frusinate, ferito il figlio.

VEROLI, 09 GIU - Hanno litigato per le auto che ostruivano il passaggio attraverso il quale all'alba il vicino sarebbe dovuto rincasare, al termine del turno di notte come guardia giurata: è la ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Frosinone impegnati nelle indagini su una sparatoria mortale avvenuta questa mattina a Veroli nella località Castelmassimo. La vittima è il pensionato S. S. di 75 anni, mentre è rimasto ferito in maniera molto grave il figlio M. S. di 47 anni, avvocato del Foro di Frosinone. A fare fuoco è stato un loro vicino di casa, A. D., di 40 anni. Fonte ANSA 2024-06-09

 

Lite per parcheggio, prima ipotesi era contrasto per terreno Interrogato il 40enne che ha sparato, da tempo c'era contenzioso

FROSINONE, 09 GIU - Si è concluso da pochi minuti l'interrogatorio di Alessandro D., la guardia giurata di 40 anni arrestata questa mattina con l'accusa di avere esploso diversi colpi di pistola contro i suoi vicini di casa a Castelmassimo di Veroli al culmine di una lite avvenuta all'alba per le loro auto che ostruivano il passaggio e gli impedivano di rincasare al termine del turno di notte. Uno di quei colpi ha ucciso il pensionato Silvio S. di 75 anni mentre gli altri hanno ferito in maniera molto grave il figlio Mariano S. di 47 anni, avvocato del Foro di Frosinone specializzato nel Civile. Entrambi sono suoi parenti: Alessandro D. è nipote di Silvio S. e cugino di Mariano, essendo figlio della figlia del fratello del deceduto. Una circostanza che nella concitazione della prima segnalazione raccolta all'alba dai carabinieri, aveva fatto credere che si trattasse di una lite per ragioni di confini e di pascolo nella quale il nipote avesse sparato al nonno ed al padre. I contorni della vicenda si sono fatti più chiari solo nelle ore successive e con l'interrogatorio appena terminato. La guardia giurata, dopo avere sparato, si è allontanata ed ha contattato il suo avvocato Tony C. con il quale si è consegnato ai carabinieri nella caserma di Frosinone, mettendosi a disposizione degli inquirenti. Al sostituto procuratore di Frosinone Vittorio Misiti ha fornito una serie di dettagli sui quali ora sono in corso indagini: "Si tratta di dettagli che però sono in grado di fare la differenza, non posso essere più preciso essendoci doverosi accertamenti in corso" ha detto l'avvocato C.. Tra gli Scaccia ed il loro vicino e parente c'era da tempo un contenzioso legato alla servitù di passaggio su quella strada. Oggi l'ennesima lite. E gli spari. Lite per un terreno, nipote spara Fonte ANSA 2024-06-09

 

ANSA/Trova auto davanti casa, guardia giurata uccide il vicino La vittima e un ferito sono suoi parenti. Da tempo c'erano liti (di Alessio Porcu)

VEROLI, 09 GIU - "Omicidio volontario": al termine dell'interrogatorio il sostituto procuratore della Repubblica di Frosinone Vittorio Misiti non ha avuto dubbi nel formulare il capo d'accusa nei confronti di Alessandro Dell'Uomo. Ha sparato per uccidere i parenti, uccidendo lo zio e ferendo gravemente il cugino. Un delitto non programmato e non organizzato dalla guardia giurata di 40 anni ora finita in carcere: un'esplosione di collera al culmine di una discussione avvenuta all'alba perché aveva trovato le loro auto sulla strada di passaggio obbligato per raggiungere la sua abitazione al termine del turno di lavoro. Al momento il magistrato è convinto che le cose stiano così. Ci sono però vari particolari da approfondire, chiarire, investigare: sono emersi nelle oltre due ore di interrogatorio nelle quali l'indagato è stato assistito dall'avvocato Tony Ceccarelli. È con lui che si è presentato in caserma dai carabinieri, mettendosi a disposizione degli inquirenti. "Si tratta di dettagli che però sono in grado di fare la differenza, non posso essere più preciso essendoci accertamenti in corso" ha detto il legale. Vecchie ruggini e parentele in una zona dell'entroterra ciociaro: Veroli è una delle città più antiche e cariche di storia nella provincia di Frosinone, ce ne sono tracce tredici secoli prima di Cristo, era alleata strategica di Roma come raccontano 'I Fasti' il rarissimo calendario in marmo completo in ogni dettaglio, era sede vescovile dall'ottavo secolo dopo Cristo. In città ci sono le votazioni, si deve rinnovare l'amministrazione comunale. Alessandro Dell'Uomo è una guardia giurata che ha preso servizio sabato sera ed all'alba di domenica sta rincasando nella sua abitazione di località Castelmassimo. Sta in fondo ad uno stradello sterrato, che parte dalla proprietà di alcuni suoi parenti. Con i quali ci sono ruggini da anni proprio per quel passaggio. Questa mattina su quella strada ci sono parcheggiate le auto dei parenti. Alcuni dicono che facendo un po' di attenzione si poteva passare, altri dicono che no non c'era lo spazio. Sta di fatto che a quell'ora del mattino ne nasce una discussione. Cosa si dicono e cosa fa scattare la molla ora è nei verbali. Fatto è che partono dei colpi di pistola e ad impugnare l'arma è Alessandro Dell'Uomo. Uno di quei colpi uccide il pensionato Silvio Scaccia di 75 anni mentre gli altri feriscono in maniera molto grave il figlio Mariano Scaccia di 47 anni, avvocato del Foro di Frosinone specializzato nel Civile. Entrambi sono suoi parenti: Alessandro Dell'Uomo è nipote di Silvio Scaccia e cugino di Mariano, essendo figlio della figlia del fratello del deceduto. In pochi minuti arrivano i carabinieri e le ambulanze. I sanitari possono solo constatare il decesso di Silvio, mentre Mariano Scaccia finisce d'urgenza in sala operatoria all'ospedale Spaziani di Frosinone. Lo operano all'addome, i proiettili hanno fatto danni: ma i medici nel pomeriggio, pur mantenendo riservata la prognosi, dicono che la sua vita non è in pericolo. Alessandro Dell'Uomo si allontana a piedi tra i campi, ha ancora con se la pistola: da casa lo chiamano e lo convincono a non fare sciocchezze ma di costituirsi. Lui chiama l'avvocato Ceccarelli e insieme si presentano in caserma. Lì racconta la sua versione al sostituto Misiti e lascia aperti alcuni punti sui quali chiede di indagare. Si è difeso? Lo hanno provocato? "Non posso aggiungere altro" dice l'avvocato Ceccarelli poco dopo le 12.30 al termine dell'interrogatorio. Il magistrato non ha dubbi: alle 13.30 firma il provvedimento con cui si aprono le porte del carcere di via Cerreto. Per omicidio volontario. (ANSA). 2024-06-09

Pubblicato in Curiosità