LIVORNO, 20 LUG - Un'inchiesta condotta dai carabinieri di Livorno e coordinata dalla procura della città toscana ha portato alla scoperta di un presunto racket dei servizi di sicurezza nei locali di intrattenimento. Tre le persone arrestate, nove indagate: "Disarticolata - spiega l'Arma - una violenta organizzazione criminale italo-albanese", che avrebbe operato nel territorio Livornese e che sarebbe stata interessata "ad accaparrarsi anche la gestione del servizio di controllo e sicurezza di alcuni locali della provincia di Pisa". In particolare i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Livorno, coadiuvati dai militari delle compagnie di Livorno e Pisa, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip livornese, nei confronti di 3 indagati a vario titolo per associazione per delinquere, estorsione aggravata, illecita concorrenza con minaccia o violenza, porto abusivo di armi da sparo ed altro. Le indagini, si spiega dall'Arma, sono scattate a fine 2018, a seguito della denuncia del titolare di un'agenzia di sicurezza privata che dichiarava "di essere vittima di intimidazioni da parte di soggetti riconducibili ad una analoga società operante in quel settore". Sarebbe poi "emerso un vero e proprio racket nella gestione dei servizi di vigilanza e sicurezza" in diversi locali della provincia di Livorno: gli indagati, italiani e albanesi, avrebbero "promosso e costituito un'organizzazione criminale con il preciso intento di acquisire il monopolio della gestione della sicurezza dei locali notturni". Numerosi, spiegano gli inquirenti, gli episodi documentati di minacce, aggressioni, rapine e danneggiamenti contro titolari e dipendenti delle agenzie concorrenti, tali da costringere le vittime ad abbandonare la gestione del servizio a cui poi sarebbero subentrati gli indagati. Fonte ANSA 2022-07-20
Livorno: racket security in locali intrattenimento, 3 arresti e 9 indagati
Livorno, 20 lug. (LaPresse) - Su ordine della Procura di Livorno, i carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo di Livorno, coadiuvati dai militari delle compagnie di Livorno e Pisa, hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del locale Tribunale, nei confronti di 3 persone indagate - a vario titolo - per associazione per delinquere, estorsione aggravata, illecita concorrenza con minaccia o violenza, porto abusivo di armi da sparo e altro. Il provvedimento è stato emesso nel corso delle indagini dirette dalla Procura e avviate dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Livorno, a partire dalla fine del 2018, a seguito della denuncia sporta dal titolare di un'agenzia di sicurezza privata che aveva dichiarato di essere vittima di intimidazioni da parte di soggetti riconducibili a un'analoga società operante in quel settore. Nel corso delle indagini, secondo gli inquirenti, sarebbe emerso un vero e proprio racket nella gestione dei servizi di vigilanza e sicurezza presso diversi locali di intrattenimento della provincia labronica. Gli indagati, cittadini italiani e albanesi, avrebbero promosso e costituito un'organizzazione criminale con l'intento di acquisire il monopolio della gestione della sicurezza dei locali notturni. L'attività investigativa avrebbe registrato e documentato numerosi episodi di minacce, aggressioni, rapine e danneggiamenti nei confronti dei titolari e dei dipendenti delle agenzie concorrenti, tali da costringere le vittime ad abbandonare la gestione del servizio a cui poi sarebbero subentrati gli indagati. A partire dal 2018 si sarebbe assistito a un'escalation di episodi violenti. Emblematica, come definita dal gip nel provvedimento cautelare, la denuncia sporta da due cittadini maghrebini che hanno riferito di essere stati vittime di un pestaggio la notte del 30 settembre 2018, con conseguente rapina di beni ed effetti personali. Significativa della pericolosità degli indagati, della loro prepotenza e del disprezzo delle leggi e delle forze di polizia, è, secondo gli inquirenti, la violenta aggressione nei confronti di 3 carabinieri da parte di un cittadino albanese, destinatario del provvedimento di custodia. I tre carabinieri, liberi dal servizio, la mattina del 20 luglio 2019 avevano fermavato l'uomo alla guida della sua autovettura perché stava commettendo una serie di gravi infrazioni, tali da porre in pericolo l'incolumità degli utenti della strada. Pur qualificatisi come carabinieri, sono stati aggrediti dal cittadino albanese con un coltello. I tre militari sono stati feriti lievemente e l'uomo, trovato in possesso anche di due mazze da baseball e di spray urticante, è stato arrestato per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. L'uso della violenza sarebbe stato sistematico e rivolto non solo alle persone, ma anche ai beni ad esse riconducibili. In tale contesto sarebbero avvenuti il danneggiamento dei quattro pneumatici di un'autovettura nel settembre 2018 e, alcuni mesi dopo, nel gennaio 2019, l'incendio di uno scooter, in uso a concorrenti. L'organizzazione faceva leva sulla forza intimidatrice derivante dalla prestanza fisica di taluni sodali ma, soprattutto, sulla disponibilità di armi da sparo. Nel corso di un controllo di un'auto con a bordo 2 indagati, sono stati trovati in possesso di 3 pistole, 4 manganelli, 3 mazze da baseball, un pugnale e un taser. Oltre che sul territorio livornese, l'organizzazione sarebbe stata interessata ad accaparrarsi anche la gestione del servizio di controllo e sicurezza di alcuni locali della provincia di Pisa. I tre arrestati sono stati associati presso la casa circondariali di Livorno. Le indagini devono essere concluse e il tutto dovrà essere vagliato dal giudice di merito, ma allo stato ci sono altre 9 persone indagate per vari reati, tra i quali associazione per delinquere, corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio. Fone LaPresse 20 LUG 22
