ROMA: Assalto portavalori, Savip: incerto rientro a lavoro vigilantes ferito

Martedì, 11 Marzo 2003 10:37

Omniroma-ASSALTO PORTAVALORI, SAVIP: INCERTO RIENTRO A LAVORO VIGILANTES FERITO

Roma, 11 MAR - "L'1 marzo scorso, in via Carlo Alberto, si è verificato un tentativo di rapina a portavalori nel quale tre malviventi a mano armata hanno attaccato, in condizioni di superiorità numerica e col favore della sorpresa, l'equipaggio di un furgone portavalori della ditta Fidelitas di Roma. Loro obiettivo era quello di impadronirsi di un plico, appena prelevato dalla Banca Popolare di Sondrio, contenente 100mila euro.
Tra  i componenti del commando criminale vi erano tre esperti rapinatori che non si sono fatti scrupolo di aggredire i nostri Colleghi con brutale violenza e proditoriamente, aprendo per primi contro di loro il fuoco, incuranti dell'incolumità dei passanti che facilmente avrebbero potuto restare feriti per i colpi vaganti. Il Collega Domenico Di Salvo, benché gravemente ferito da tre colpi di pistola esplosi a sangue freddo dal malvivente, reagiva prontamente, con eccezionale coraggio e precisione al fuoco del più spietato del terzetto dei rapinatori, neutralizzandolo ed impedendo in tal modo che, proseguendo la sua azione, potesse continuare a mettere in pericolo la sicurezza pubblica e a portare a compimento il tentativo di impossessarsi del danaro". Così una lettera del Savip indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al prefetto Giuseppe Pecoraro e al Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri.
"La pronta reazione armata del collega induceva gli altri due rapinatori a desistere dal loro intento e a darsi alla fuga - continua la lettera - Ora il collega si trova in cura in ospedale e non è certo che, in relazione al trauma ed alle gravi ferite subiti, potrà tornare a svolgere il suo lavoro come un tempo, anche se a lui sono andati i nostri più fervidi auguri di pronta guarigione. L'azione del nostro collega, considerando anche le circostanze di tempo e di luogo in cui essa si è consumata, ha messo in luce il suo eccezionale coraggio, indice di quella preclara virtù civica che riteniamo sia meritevole di pubblico onore. Egli infatti, esponendo scientemente la sua vita a manifesto pericolo non solo si adoperava per mantenere forza alla legge e per arrestare l'azione di un soverchiante numero di malfattori, ma di certo è stata determinante per i passanti, esposti all'imminente e grave pericolo di essere colpiti da rapinatori senza scrupoli che per primi avevano aperto il fuoco all'impazzata".
"Tanto premesso, abbiamo registrato con gratitudine la visita odierna del Sindaco di Roma al nostro Collega in ospedale, segno evidente della stima che tutta la Città ha tributato ad un Uomo che, facendo il suo lavoro, ha dimostrato doti e coraggio davvero eccezionali - sottolinea - Per tali motivi, pertanto, confidiamo che, ove le Autorità competenti lo ritengano e dopo aver effettuato i doverosi accertamenti, si potrebbe serenamente prescindere dalle procedure valutative di cui agli articoli 7, legge 2 gennaio 1958, n. 13 e  2, comma 3, del D.P.R. 6 novembre 1960, 1616, in quanto valutati gli speciali caratteri dell'atto coraggioso e la risonanza nazionale che lo stesso ha suscitato nella pubblica opinione, appare conclamata l'opportunità della ricompensa. Certi della Sua benevolente attenzione, come di quella delle Autorità nazionali e locali che leggono per conoscenza, auspichiamo che la Repubblica Italiana possa, nei tempi più ristretti, riconoscere i meriti di un suo umile ma coraggioso cittadino". Fonte Omniroma 11 MAR 13 13.35

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