CHIETI: Rapina da 4 milioni a Ivri nel Chietino, sei arresti. Indagate 23 persone, operazione polizia in Abruzzo e Puglia

Martedì, 30 Gennaio 2024 19:59

Rapina da 4 milioni a Ivri nel Chietino, sei arresti. Indagate 23 persone, operazione polizia in Abruzzo e Puglia

CHIETI, 30 GEN - Sei arresti e 23 indagati per la rapina da quattro milioni di euro compiuta con armi pesanti e tecniche paramilitari ai danni dell'Istituto di Vigilanza Ivri-Sicuritalia di San Giovanni Teatino (Chieti) il 24 marzo 2022: sono i risultati dell'operazione è stata condotta all'alba dalle Squadre Mobili delle Questure di Chieti e Foggia e dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine. Le accuse relative alle ordinanza di custodia cautelare sono di rapina aggravata, blocco stradale, ricettazione, riciclaggio, incendio, detenzione e porto di armi, simulazione di reato tutti aggravati dal metodo mafioso. Fonte ANSA 2024-01-30


Assalto a Ivri nel Chietino, 6 arresti per rapina da 4,8 milioni Gruppo criminale Cerignola individuato dopo 18 mesi di indagini

CHIETI, 30 GEN - Sono quasi tutte pugliesi, appartenenti a un gruppo criminale con base a Cerignola, le sei persone arrestate la scorsa notte dalle Squadre Mobili di CHIETI e Foggia, con il coordinamento dello Sco, nell'ambito dell'inchiesta sulla rapina commessa il 24 marzo del 2022 da una ventina di persone ai danni dell'Istituto di Vigilanza Ivri-Sicuritalia di San Giovanni Teatino con un bottino di 4,8 milioni di euro in contanti presente in quel momento nella sala conta. Gli arrestati, tutti portati in carcere e tutti con precedenti, sono Alessandro Cirulli (36), Pietro Gervasio (45) e Francesco Carosiello (36), tutti e tre di Cerignola, Ferdinando Piazzolla (36) di Canosa di Puglia, ma residente in provincia di Teramo, e Massimo Galantucci (46) di Spinazzola, Antonio Frani (42) di Guardiagrele. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip dell'Aquila, Marco Billi, su richiesta del pm Simonetta Ciccarelli della Procura Distrettuale Antimafia di L'Aquila. Nell'ambito della operazione che ha portato agli arresti sono state effettuate 23 perquisizioni, alcune delle quali eseguite a Pescara e Lanciano, che hanno portato al sequestro di vario materiale che ora dovrà essere esaminato nel prosieguo delle indagini. I particolari dell'operazione sono stati resi noti a Chieti in una conferenza stampa tenuta dal questore Aurelio Montaruli, dal dirigente della seconda divisione dello servizio centrale operativo della Direzione centrale Anticrimine, Marco Martino, dal dirigente della Squadra Mobile di Chieti, Nicoletta Giuliante, e dal dirigente della Squadra Mobile di Foggia Marco Mastrangelo. I reati contestati a tutti gli indagati sono quelli di rapina aggravata, blocco stradale, ricettazione, riciclaggio, incendio, detenzione e porto di armi, simulazione di reato tutti aggravati dal metodo mafioso di cui all' articolo 416 bis 1 del codice penale. L'assalto alla Ivri Sicuritalia venne compiuto con modalità paramilitari, con l'utilizzo di armi corte e lunghe, anche fucili mitragliatori del tipo AK 47 ovvero Kalashnikov, ma anche abbattendo, con l'utilizzo di un grosso escavatore che venne portato sul posto, la recinzione perimetrale della sede della società e demolendo la parete esterna della sala conta, attraverso la quale i malviventi penetrarono all'interno della struttura. Sia per mettere a segno il colpo che per guadagnare la fuga, i malviventi bloccarono tutta l'area adiacente all'istituto nonché l'intero raccordo autostradale Chieti-Pescara, di fatto paralizzando per ore il traffico in entrata ed in uscita dalle due città, sia cospargendo il manto stradale di chiodi a quattro punte, ma anche posizionando di traverso numerosi mezzi pesanti dati alle fiamme creando ben otto blocchi stradali. L'attività di indagine, avviata nell'immediatezza dalla Squadra mobile di Chieti e dal Servizio Centrale Operativo, con la importante collaborazione della Squadra mobile di Foggia, è proseguita nei 18 mesi successivi ed ha consentito di individuare il gruppo criminale ritenuto responsabile dell'assalto, composto da circa 30 malviventi, e di raccogliere gravi elementi indiziari in particolare a carico delle sei persone arrestate la notte scorsa, in prevalenza pregiudicati cerignolani storicamente dediti a tale tipologia di reati, ma anche basisti locali abruzzesi. Fonte ANSA 2024-01-30

 

CHIETI: RAPINA ISTITUTO VIGILANZA, IN 18 MESI DI INDAGINI INDIVIDUATO GRUPPO DI 30 MALVIVENTI

CHIETI, 30 gen. (Adnkronos) - La Polizia di Stato ha eseguito, questa mattina, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini preliminari di L'Aquila, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di L'Aquila, a carico di 6 persone, nonché l'esecuzione di un decreto di perquisizione emesso a carico di 23 soggetti, tutti indagati nell'ambito del stesso procedimento penale. L'operazione, condotta dalle Squadre Mobili delle Questure di Chieti e Foggia e dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, ha riguardato le indagini, avviate nel 2022, che, supportate da importanti attività tecniche, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti di numerosi soggetti, in prevalenza di origine cerignolana, ritenuti responsabili della rapina commessa il 24 marzo 2022 a San Giovanni Teatino (Chieti), da un gruppo armato composto da circa 20 persone, ai danni dell'Istituto di Vigilanza Ivri-Sicuritalia. L'assalto venne perpetrato con modalità paramilitari, con l'utilizzo di armi corte e lunghe, anche fucili mitragliatori del tipo AK 47 nonché attraverso l'abbattimento con un escavatore, appositamente trasportato in loco, della recinzione perimetrale della sede della società e la demolizione della parete esterna della sala conta, attraverso la quale i malviventi penetrarono all'interno della struttura. Nell'occasione, vennero esplosi decine di colpi di arma da fuoco per impedire qualsiasi reazione da parte, non solo delle 14 guardie giurate in servizio in quel momento, ma anche di eventuali ulteriori soggetti presenti. I malviventi riuscirono a rubare 4,8 milioni di euro in contanti presenti in quel momento nella sala conta. Per commettere il reato e per guadagnare la fuga, i malviventi bloccarono tutta l'area adiacente all'Istituto nonché l'intero raccordo autostradale Chieti - Pescara, di fatto paralizzando per ore il traffico in entrata e in uscita dalle due città, sia cospargendo il manto stradale di chiodi a quattro punte che posizionando di traverso numerosi mezzi pesanti appositamente dati alle fiamme creando ben otto blocchi stradali. Alcuni automobilisti, sotto la minaccia delle armi, vennero rapinati dei propri mezzi di locomozione. L'attività di indagine, avviata nell'immediatezza dalla Squadra mobile di Chieti e dal Servizio Centrale Operativo, con la collaborazione della Squadra mobile di Foggia, è proseguita nei 18 mesi successivi alla commissione del reato e ha consentito di individuare un gruppo criminale ritenuto responsabile dell'assalto, composto da circa 30 malviventi e di raccogliere gravi elementi indiziari in particolare a carico di 6 soggetti, nei confronti dei quali è stata emessa l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, in prevalenza pregiudicati cerignolani storicamente dediti a tale tipologia di reati, ma anche basisti locali abruzzesi. I reati contestati a tutti gli indagati sono quelli di rapina aggravata, blocco stradale, ricettazione, riciclaggio, incendio, detenzione e porto di armi, simulazione di reato tutti aggravati dal metodo mafioso di cui all'articolo 416 bis 1 del codice penale. L'Operazione ha interessato le province di Chieti, Teramo, Pescara, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani e Napoli, ed ha visto l'impiego di oltre 300 uomini della Polizia di Stato, tra personale appartenente al Servizio Centrale Operativo, alle Squadre Mobili, ai Reparti Prevenzione Crimine, alla Polizia Scientifica, ai Reparti Volo di Pescara e Bari, alle pattuglie Unità Operative Pronto Intervento e che ha altresì visto l'impiego di unità cinofile antidroga ed antiesplosivo. Oltre alle perquisizioni delegate dalla competente Autorità giudiziaria, durante le fasi esecutive, nell'area cerignolana, si è reso necessario procedere ad ulteriori perquisizioni d'iniziativa alla ricerca di armi ed esplosivi. Gli arrestati sono stati associati presso le Case Circondariali di Chieti, Teramo, Foggia e Trani. Fonte Adnkronos 30-GEN-24 

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Pubblicato in Assalti Caveau