Roma, 24 ago - "La vicenda dell'Ancr-Ivu pone una serie di gravi interrogativi che devono essere debitamente approfonditi e, anche ricorrendo agli strumenti civilistici e di pubblica sicurezza per la gestione straordinaria degli enti morali privati, non possa essere in alcun modo chiusa in poche battute, entro il mese di agosto, come qualcuno vorrebbe". È quanto si legge in una lettera inviata dal segretario nazionale del Savip (Sindacato autonomo vigilanza privata) Vincenzo del Vicario - al ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani in merito alla crisi dell'Istituto vigilanza urbe (Ivu).
"Noi crediamo che l'Ivu, al di là della crisi virtuale che si sta solo strumentalmente sbandierando - continua del Vicario - sia sicuramente oggetto di una mirata manovra speculativa, finalizzata ad ingrassare pochi, a consegnare le spoglie di uno dei più gloriosi istituti di vigilanza italiani in mani di gruppi non affidabili e a spogliare i lavoratori dell'Ancr-Ivu dei loro diritti senza alcuna contropartita e garanzia.
Basti dire che da anni non si riesce ad ottenere un bilancio ufficiale dell'Ancr-Ivu e che la direzione dell'Ancr nazionale ha prodotto, di recente, solo un atto 'peritale' non avente alcuna valenza giuridica e contabile. Chiediamo perciò, innanzitutto, che sia nominato un 'commissario straordinario' per l'ente, un vero manager, indipendente dalle solite cricche della vigilanza privata che, anche ricorrendo alle azioni di responsabilità verso quanti per anni hanno mal gestito, sappia rilanciare l'ente nella sua piena, attuale autonomia. Chiediamo, poi, che siano coinvolti nella vertenza il Ministero del Lavoro e l'Inps, che con loro provvedimenti ancora in vigore hanno dovuto riconoscere all'Ancr-Ivu la sua vera natura di ente morale (e, dunque, non di azienda, come, in perfetta malafede ed anche subliminalmente, anche certe parti sindacali oggi vogliono tentare di far credere), con relativa 'stabilità del posto di lavoro' per i dipendenti che, a questo punto, aspetta di essere sostanziata. Ugualmente dovrà essere coinvolto il Ministero dell'Interno, che, oltre a doversi per legge far carico del controllo generale sull'ente morale in quanto tale, non può restare estraneo alla sorte che, anche in termini di controllo imprenditoriale e di titolarità delle licenze di pubblica sicurezza, avranno un migliaio di lavoratori destinati a vigilare in armi la Capitale ed il suo territorio provinciale.
I lavoratori dell'Ancr-Ivu, infatti, possono assolutamente più fidarsi di quanti, avendo avuto nel corso degli anni le massime responsabilità di direzione dell'Ancr, hanno dimostrato di non essere all'altezza del loro compito e pretendono ora di proporsi come unici salvatori dell'Ente stesso e dell'Ivu che ne fa parte integrante, indicando la strada (perdente per i lavoratori ma per loro assai comoda) della cooperativizzazione forzosa' del rapporto di impiego dei dipendenti. Le ricette miracolistiche e pasticciate, uscite a raffica dal cilindro dei massimi dirigenti dell'Ancr-Ivu, non ci convincono e sembrano nascondere fini ben diversi da quelli dello statuto Ancr-Ivu e della salvaguardia di una realtà storica del lavoro a Roma. Basti dire che in un anno e mezzo si è passati dall'ipotesi dell'assorbimento di fatto dell'Ivu da parte dell'Ivcr-Metronotte s.c.r.l. (un istituto che, a sua volta, deriva dall'omonima s.r.l., in precedenza salvato con i soldi dell'Ancr-Ivu) a quello dell'intervento di un oscuro 'Consorzio Pegaso', sulla cui solidità e sui cui componenti e rappresentanti chiediamo, ove davvero si debba procedere su quella strada, sia data ai lavoratori piena contezza da parte delle Autorità a ciò preposte.Non è questa la
sede per un lungo approfondimento 'politico' e giuridico della vicenda e delle gravi responsabilità individuali che hanno portato alla situazione odierna, anche se, ne siamo convinti, un'attenta analisi contabile, amministrativa e giuridica dello stato di salute dell'ente morale metterebbe in luce che, forse, l'Ancr-Ivu non sta poi così male come si vuol insistentemente far credere alle autorità e che è necessario solo tenerla al riparo dagli incapaci, dai ladri e da certi poco raccomandabili avvoltoi". Fonte OMNIROMA red 24 ago 06
