ANDRIA: Criminalita': sequestrati 80 mln euro a 55enne di Andria 

Mercoledì, 19 Maggio 2021 09:37

Criminalita': sequestrati 80 mln euro a 55enne di Andria 

Bari, 19 mag. - I carabinieri hanno sequestrato l'intero patrimonio immobiliare e finanziario - per un valore di circa 80 milioni di euro - di un 55enne, Giuseppe Magno, noto come il 're' degli assalti a portavalori. Il decreto e' stato emanato dall'Ufficio misure di prevenzione del Tribunale di Bari, su proposta della Procura della Repubblica di Trani. Il patrimonio di Magno, attualmente detenuto, e' stato passato al setaccio dagli inquirenti: sono stati verificati acquisti, costituzioni aziendali e movimentazioni finanziarie che il 55enne di Andria e la sua famiglia avevano compiuto nell'ultimo trentennio. L'attivita' investigativa ha evidenziato "non solo l'elevata pericolosita' sociale, ma anche l'illecita provenienza dei capitali attraverso i quali l'uomo era riuscito a costruire il suo 'impero'", e' scritto in una nota dei militari. A Magno sono stati sequestrati 119 terreni agricoli, per un'estensione totale di oltre 530 ettari, 3 aziende agricole, 6 autovetture (tra cui una Porsche), disponibilita' finanziarie varie e ben 29 immobili, tra i quali sia l'immenso autoparco di via Canosa, sia il cosiddetto 'Castello', l'abitazione residenziale divenuta simbolo dell'uomo, che da sola ha un valore stimato di circa 3 milioni di euro. Per ogni singola risorsa sequestrata l'Ufficio del Tribunale di Bari ha ricostruito la genesi finanziaria, dimostrando come l'intero patrimonio sia stato costruito grazie ai proventi illeciti delle scorrerie criminali. La carriera di Magno cominciata nel 1988 per un furto d'auto, da quel momento in poi, ha visto una escalation costellata di furti, ricettazioni, rapine, reati in materia di armi e assalti a portavalori, culminata con il tentato omicidio di una guardia giurata durante un fallito assalto a un bancomat. Il 55enne e' stato arrestato il 18 aprile 2020 dopo 16 mesi di latitanza in provincia di Lecce. Al momento e' detenuto presso il carcere di Trani, mentre e' ancora in corso il processo di primo grado. Fonte AGI 19 MAG 21 


CRIMINALITA': ANDRIA, SEQUESTRATI A PRESUNTO RE ASSALTI A PORTAVALORI BENI PER 80 MLN 

Andria, 19 mag. (Adnkronos) - Era stato catturato in provincia di Lecce il 18 aprile 2020 dopo una latitanza durata sedici mesi. Adesso, mentre ancora è in corso il processo di primo grado, è stato sequestrato l'intero patrimonio immobiliare e finanziario del pluri-pregidicato Giuseppe Magno, 55 anni, ritenuto il 're' degli assalti ai furgoni portavalori. Stamane, infatti, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari hanno eseguito un decreto corposo e articolato, emanato dall'Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale del capoluogo pugliese, presieduto da Giulia Romanazzi e dei componenti del collegio, Giuseppe Battista e Alessandra Susca, giudice relatore, su proposta della Procura della Repubblica di Trani, con il quale è stato disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziare per un valore di circa ottanta milioni di euro. E' infatti questo l'immenso capitale, suddiviso in beni immobili, aziende, beni di lusso e conti correnti vari, accumulato da Magno, (attualmente detenuto nel carcere di Trani) grazie alla sua lunga ed evidentemente fruttuosa carriera. Una ricchezza che non poteva passare inosservata e così la Procura della Repubblica di Trani, la stessa che aveva condotto le indagini conclusesi con l'arresto del pregiudicato andriese, ha delegato la Sezione specializzata in Misure di Prevenzione del Comando Provinciale di Bari, che ha passato al setaccio tutti gli acquisti, le costituzioni aziendali e le movimentazioni finanziarie che Giuseppe Magno e la sua famiglia hanno compiuto nell'ultimo trentennio. Sotto i sigilli dei carabinieri sono finiti 119 terreni agricoli, per un'estensione totale di oltre 530 ettari, 3 aziende agricole, 6 auto, tra cui una Porsche Panamera, disponibilità finanziarie varie e ben 29 immobili, tra i quali sia l'immenso autoparco di Via Canosa 400 sia il cosiddetto 'Castello', l'abitazione residenziale divenuta, secondo gli inquirenti, simbolo del potere e della caratura criminale di Magno, che da sola ha un valore stimato di circa tre milioni di euro. Come spiegano i carabinieri l'attività investigativa ha evidenziato non soltanto la ''elevata pericolosità sociale'' del pregiudicato ma anche (e soprattutto) l'illecita provenienza dei capitali attraverso i quali il 55enne è riuscito a costituire il suo 'impero'. La richiesta, avanzata dalla Procura della Repubblica di Trani, è stata accolta dall'Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari che ha condotto un lavoro di analisi definito dagli inquirenti "laborioso e scrupoloso", ricostruendo minuziosamente tutto il capitale accumulato, mettendo in luce la provenienza illecita delle risorse finanziarie utilizzate da Magno e dai suoi più stretti familiari, nonché dimostrando come, nel corso degli anni, l'uomo abbia abilmente 'riversato' i proventi delle sue attività delittuose nell'acquisto di beni e nella creazione di varie aziende agricole. La complessità delle indagini, derivante soprattutto dall'avvenuta commistione tra fonti illecite e guadagni leciti, non ha scoraggiato il Tribunale di Bari, la Procura di Trani e i carabinieri di Bari che, a poco più di un anno dalla sua cattura, sono riusciti a sottrarre alla disponibilità del pregiudicato un capitale contaminato poiché sarebbe stato frutto di reati spesso efferati. I carabinieri ripercorrono alcuni episodi della ''carriera criminale'' di Magno: il primo arresto, per furto di auto, risale al 1988. Segue una escalation costellata da furti, ricettazioni, rapine, reati in materia di armi ed assalti PORTAVALORI culminata con il tentato omicidio di una guardia giurata durante un fallito assalto a un bancomat. Poi la latitanza e l'arresto dell'aprile 2020 cui hanno messo fine la Procura di Trani e l'Arma barese. Vengono inoltre rimarcate le strategie investigative ad ampio spettro, capaci di aggredire non solo la persona, ma anche i patrimoni illecitamente accumulati. Per ogni singolo cespite sequestrato l'Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari ha proceduto ad una ricostruzione analitica della genesi finanziaria, dimostrando come, di fatto, l'intero patrimonio sia stato costruito grazie ai proventi illeciti di atti criminali avvenuti in oltre trenta anni da parte dci Magno. Quest'ultimo, alle prime ore di questa mattina, ha ricevuto in carcere la notifica del provvedimento di sequestro. Fonte Adnkronos 19-MAG-21 

Scacco matto al “re” degli assalti ai portavalori. Lo Stato mette i sigilli all’impero di Giuseppe Magno Fonte L'Immediato >>>

Pubblicato in Assalti Portavalori