ARDEA (RM): Savip, sistema digitale su armi esisteva, mai utilizzato

Lunedì, 14 Giugno 2021 17:14

Ardea: Savip, sistema digitale su armi esisteva, mai utilizzato

(AGI) - Roma, 14 giu. - "Quando muore un possessore di armi un sistema informatizzato a disposizione delle autorita' di Pubblica Sicurezza, collegato con l'anagrafe, dovrebbe dare in tempo reale la notizia di tale evento, in modo da consentite immediati provvedimenti". E' quanto sottolinea il Savip, il sindacato Autonomo Vigilanza Privata, sulle polemiche in merito al triplice omicidio di Ardea il cui autore, morto suicida, ha sparato con la pistola appartenuta al genitore defunto, ex guardia giurata. "Un sistema che dovrebbe essere anche collegato al circuito sanitario - sottolinea il sindacato - non parliamo di fantascienza, si tratta di un sistema informatizzato che era stato realizzato dal ministero dell'Interno e pagato milioni di euro con fondi pubblici. Era anche entrato regolarmente in funzione ma poi, per motivi misteriosi, non e' stato mai utilizzato si chiamava SPACE - conclude - Ci vorrebbe una Commissione d'inchiesta al proposito. Ma la politica seria latita". Fonte AGI 14 GIU 21 

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Strage Ardea: Sindacato Vigilantes, mai usato sistema 'alert arma' Era stato realizzato per segnalare morte possessori di armi

(ANSA) - ROMA, 14 GIU - "Quando muore un possessore di armi un sistema informatizzato a disposizione delle Autorita' di Pubblica Sicurezza, collegato con l'anagrafe, dovrebbe dare in tempo reale la notizia di tale evento, in modo da consentite immediati provvedimenti. Un sistema che dovrebbe essere anche collegato al circuito sanitario. Non parliamo di fantascienza, si tratta di un sistema informatizzato che era stato realizzato dal ministero dell'interno e pagato milioni di euro con fondi pubblici. Era anche entrato regolarmente in funzione ma poi, per motivi misteriosi, non e' stato mai utilizzato si chiamava 'Space'.Ci vorrebbe una Commissione d'inchiesta al proposito. Ma la politica seria latita". Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale del Sindacato Autonomo Vigilanza Privata Vincenzo del Vicario a proposito dell'arma utilizzata dal killer, il cui originario proprietario era il padre, una guardia giurata morta un anno fa. Fonte ANSA 14-GIU-21 

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Savip: con 'Space' in funzione tragedia era evitabile "Serve Commissione d'inchiesta, la politica seria latita"

Roma, 14 giu. (askanews) - "Quando muore un possessore di armi un sistema informatizzato a disposizione delle Autorità di Pubblica Sicurezza, collegato con l'anagrafe, dovrebbe dare in tempo reale la notizia di tale evento, in modo da consentite immediati provvedimenti. Un sistema che dovrebbe essere anche collegato al circuito sanitario". Lo sostiene in una nota, Vincenzo del Vicario, segretario nazionale del Sindacato Autonomo Vigilanza Privata. segnalando che "non parliamo di fantascienza, si tratta di un sistema informatizzato che era stato realizzato dal Ministero dell'interno e pagato milioni di euro con fondi pubblici. Era anche entrato regolarmente in funzione ma poi, per motivi misteriosi, non è stato mai utilizzato si chiamava SPACE. Ci vorrebbe una Commissione d'inchiesta al proposito. Ma la politica seria latita".  Fonte askanews 14 06 2021 

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Strage Ardea: la pistola 'che non doveva essere li'' Manca Regolamento su trattamento informatico tracciabilita' armi (di Massimo Nestico')

ANSA-BOX- ROMA, 14 GIU - Un'ex guardia giurata detiene regolarmente una pistola, una Beretta modello 81 calibro 7,65. L'uomo muore nel novembre scorso. L'arma rimane nella casa - i familiari non ne denunciano la presenza come sarebbe dovuto avvenire in caso di morte del proprietario - e ieri viene impugnata dal figlio, Andrea Pignani, per uccidere tre persone ad Ardea, alle porte di Roma. Figlio che nel maggio scorso era stato sottoposto a consulenza psichiatrica per uno "stato di agitazione psicomotoria" dopo una lite con la madre. Nella tragedia di domenica emerge anche un buco normativo, come ha ammesso lo stesso ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese: "bisogna capire - ha detto la titolare del Viminale - come mai l'arma utilizzata dall'uccisore era ancora li' dove non doveva essere". Chi eredita un'arma, infatti - e' questo il caso della famiglia Pignani - per poterla detenere deve immediatamente chiedere l'autorizzazione alle forze dell'ordine con un apposito modulo cui va allegata la certificazione comprovante l'idoneita' psico-fisica, nonche' - tra l'altro - una dichiarazione sostitutiva in cui l'interessato attesti di non trovarsi nelle condizioni ostative previste dalla legge e le generalita' delle persone conviventi. Da parte dei Pignani non e' stata chiesta alcuna autorizzazione e, dunque, la Beretta era detenuta illegalmente. Ma poteva lo Stato essere al corrente - indipendentemente dalla denuncia della famiglia - che in casa Pignani c'era un'arma senza piu' un legittimo proprietario ma a portata di mano di una persona con disturbi psichiatrici? Al momento no, perche' manca un data base comune tra le amministrazioni coinvolte. "La tracciabilita' delle armi - ha spiegato Lamorgese - e' garantita attraverso il Ced (Centro elaborazione dati), ma e' in via di conclusione un regolamento che disciplina il sistema informatico di questi dati. Speriamo che nel giro di pochissimo questo regolamento, che doveva essere adottato a fine 2018, veda la luce". Ad essere ancora bloccato e' il decreto attuativo del decreto legislativo 204 del 2010, da adottarsi dal ministro della Salute, di concerto con quello dell'Interno, che dovrebbe definire, sentito il Garante della Privacy, "le modalita' dello scambio protetto dei dati informatizzati tra il Servizio sanitario nazionale e gli uffici delle forze dell'ordine nei procedimenti finalizzati all'acquisizione, alla detenzione ed al conseguimento di qualunque licenza di porto d'armi". Enzo Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari polizia, chiede che si punti su una app per risolvere il problema "della circolazione delle informazioni rilevanti in materia di armi tra le Autorita' Sanitarie, gli Enti Locali e le Autorita' di Polizia, concernenti sia il titolare della detenzione o della licenza, sia dei suoi conviventi". Per il segretario nazionale del Sindacato autonomo vigilanza privata, Vincenzo del Vicario, "quando muore un possessore di armi un sistema informatizzato a disposizione delle Autorita' di Pubblica Sicurezza, collegato con l'anagrafe, dovrebbe dare in tempo reale la notizia di tale evento, in modo da consentite immediati provvedimenti. Un sistema che dovrebbe essere anche collegato al circuito sanitario". Il vulnus normativo emerso con la strage di Ardea agita anche la politica. "Dobbiamo rivedere - dice il segretario del Pd, Enrico Letta - la legislazione dell'utilizzo delle armi in casa per fini privati. Non possiamo assistere impotenti. Le armi in casa non sono elemento di sicurezza ma la base del dramma". Poi aggiunge: "Su questo tema mi fido di Lamorgese e Draghi". Marco Silvestroni (FdI) annuncia un'interrogazione ai ministri dell'Interno e della Salute per sapere "se e' loro intenzione emanare il decreto attuativo al Dl 204, che manca dal 2010. Si tratta di un decreto che avrebbe potuto evitare tanto dolore e tanta sofferenza". Fonte ANSA 14-GIU-21 

 

 

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