ROMA: Prosegur Roma S.r.l. - Vigilanza privata, Guardie giurate e limiti degli obblighi alla riservatezza

Mercoledì, 01 Febbraio 2012 20:41

Prosegur Roma S.r.l. - Vigilanza privata, Guardie giurate e limiti degli obblighi alla riservatezza.

Prot.016/02/D.V.

AL GARANTE DELLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Piazza Montecitorio, 121

00186 ROMA

FAX 06.69677715

ALLA QUESTURA DI ROMA

Dott. Giovanni FINAZZO

FAX 06.46863220

ALL’ISPETTORATO DEL LAVORO

Dott. Giuseppantonio CELA 

FAX 06. 4450334

          L’Istituto di vigilanza in oggetto indicato ha distribuito a tutte le Guardie giurate in servizio, affinché sia sottoscritta la dichiarazione in calce, il modulo che, in allegato, si sottopone all’attenzione delle S.S. L.L..

Il datore di lavoro pretende dalle Guardie giurate la sottoscrizione di un “impegno” finalizzato, per motivi asseritamene riconducibili alla garanzia della “Privacy” e della riservatezza dei committenti, ad impedire alle Guardie giurate dipendenti di “divulgare a terzi qualsiasi fatto o notizia espressamente riservata o non della quale sia venuto a conoscenza a seguito del servizio prestato presso la clientela”.

Tale richiesta appare esorbitante ed, illegittima in quanto, in mancanza delle dovute precisazioni, sembra destinata a comprimere il diritto del lavoratore alla tutela dei propri interessi sindacali e ad interrompere lo stesso rapporto tra Guardia giurata e Autorità di Pubblica Sicurezza, così come sancito dal T.U.L.P.S..

               La prescrizione che si vuole imporre alle Guardie, in particolare, appare tanto ampia e generica (fatto o notizia riservata e non) che, ove ritenuta ammissibile, finirebbe per allargare indefinitamente gli spazi per l’azione disciplinare del datore di lavoro.

               Tanto premesso, non ritenendo che i valori della “riservatezza” o della “Privacy” possano essere utilizzati strumentalmente, con la finalità di sopprimere i diritti del lavoratore (come avverrebbe se alla Guardia giurata fosse impedito, ad esempio, di riferire al suo rappresentante sindacale o agli Ispettori del lavoro l’eventuale violazione di normative concernenti la Sicurezza dei posti di lavoro commessa dai committenti) o per mettere a repentaglio la stessa sicurezza dei cittadini (come si verificherebbe ove la Guardia giurata dovesse rischiare il posto riferendo alle Autorità di Polizia fatti illeciti conosciuti nel corso del “servizio prestato presso la clientela”), si chiede a codeste Autorità, ciascuna per la parte di rispettiva competenza, di voler chiarire:

  • se la pretesa della PROSEGUR ROMA S.r.l. sia, così come formulata e nel suo complesso, legittima;
  • entro quali limiti la tutela della “riservatezza e della privacy” possa prevalere sui diritti dei lavoratori;
  • a quali condizioni, in presenza dei nuovi “obblighi” che la PROSEGUR formalmente pretende dalle Guardie giurate, sia ancora possibile esercitare la funzione sindacale;
  • se, fermo restando l’obbligo di riferire ogni notizia richiesta a chi effettua, per conto di Pubbliche Autorità, funzioni ispettive, di polizia di sicurezza o di Polizia giudiziaria, la collaborazione prestata in tali casi possa costituire legittimo presupposto per irrogare una sanzione disciplinare.

Si resta in attesa di un cortese cenno di risposta.

Roma, 1 febbraio 2002

Il Segretario nazionale

 Vincenzo del Vicario

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