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2010

SAVONA:GIOVANE MADRE UCCISA: TABACCAIO CONFESSA, MI RICATTAVA

GIOVANE MADRE UCCISA: TABACCAIO CONFESSA, MI RICATTAVA

LE HA SPARATO A BRUCIAPELO IN FACCIA IN CANTINA CONDOMINIO 

 

SAVONA, 11 GEN - ''Mi ricattava minacciando di far del male alle mie due figlie'': con queste parole il tabaccaio Marco Francesco Virgilli, 34 anni, ha confessato di aver ucciso Francesca Bova, 29 anni, sparandole a bruciapelo un colpo in faccia con la sua pistola, una Glock calibro 22 regolarmente denunciata, nelle cantine del condominio di Borghetto Santo Spirito. ''Mi chiedeva i soldi per giocare al videopoker, mi minacciava, minacciava di fare qualcosa alle mie figlie, alla mia famiglia. Ho avuto paura per loro'', ha aggiunto il commerciante al gip Emilio Fois, nell'interrogatorio di garanzia svoltosi stamani nel carcere di Savona. Virgilli, che era stato fermato dai carabinieri dopo la verifica dei tabulati telefonici ed aveva respinto inizialmente ogni addebito, ha anche negato di aver avuto una relazione con la giovane donna, da lui conosciuta perche' frequentava assiduamente la sua tabaccheria per giocare al videopoker. Francesca Bova, secondo quanto raccontato dal tabaccaio, e' stata uccisa tra le 13,30 e le 13,40 di giovedi' scorso. Proprio poco dopo le 13,30 risulta una telefonata della vittima che concordava un appuntamento con lui nel condominio di via Milano, dove la giovane donna viveva con i genitori e con il figlioletto di otto mesi. Virgilli si era portato con se' l'arma ''perche' aveva paura - dice uno dei suoi difensori, l'avvocato Luca Siccardi - non c'e' stata premeditazione, questo lo smentisco categoricamente. Quando la donna lo ha minacciato dicendole 'se non hai i soldi allora ti mandiamo chi sai tu' a quel punto, preso da un raptus, l'ha uccisa''. I legali, dopo la confessione, e in attesa dei risultati dell'autopsia, puntano decisamente alla formula del rito abbreviato. Secondo quanto raccontato dal tabaccaio ''le richieste di denaro andavano avanti da diverso tempo''. Lei andava a giocare ai videpoker nella tabaccheria. ''Aveva bisogno di denaro - ha raccontato l'altro difensore, l'avvocato Andrea Carminati - e li chiedeva, prima in modo soft, poi piu' minaccioso al mio cliente che non ha piu' sopportato le minacce temendo per la famiglia''. Marco Francesco Virgilli, milanese, e' incensurato. Dopo essersi diplomato all'istituto alberghiero, ha lavorato come impiegato alla Snam Progetti. Nel suo curriculum ci sono anche alcuni anni da guardia giurata, specializzata nella scorta ai furgoni portavalori. Quattro anni fa Virgilli si e' trasferito dalla Lombardia alla Liguria per andare a vivere nella casa di famiglia al civico 10 di via Montello a Borgio Verezzi (Savona) con i genitori, la moglie ed i due figli. Dal momento del suo arrivo in Riviera, ha avviato assieme alla moglie la tabaccheria - ricevitoria di corso Europa 5 a Borghetto Santo Spirito. L'arma del delitto e' stata ritrovata e sequestrata dai carabinieri del ten. col. Olindo Di Gregorio nella tabaccheria. ''Gia' il pomeriggio stesso del ritrovamento del cadavere, accanto al corpo della vittima, - hanno aggiunto gli investigatori - avevamo trovato un'ogiva sulla quale abbiamo effettuato accertamenti ma abbiamo preferito mantenere la cosa riservata'. Sul movente i magistrati Francantonio Granero e Ubaldo Pelosi non sono voluti entrare nel merito. ''L'autopsia - hanno detto pero' i magistrati - e' stata eseguita oggi all'ospedale Santa Corona e nei prossimi giorni si sapra' qualcosa di certo su come sono andati i fatti. La relazione completa dell'esame autoptico pero' l'avremo tra un mese''.

 

Fonte ANSA 11-GEN-10

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