gio

09

lug

2009

La gestione delle cooperative

La gestione delle cooperative

 

Quando sentiamo parlare di cooperative, la nostra immaginazione va ad un insieme di persone che si consorziano per tutelare un prodotto, per venderlo meglio e favore di chi lo produce. Il nostro immaginario va all’agricoltura che di questo strumento almeno nel meridione d’italia, non ne ha saputo fare buon uso o addirittura uso. Al nord le cose non sono andate meglio fatta eccezione della Emilia Romagna, dove il discorso è politico. Al momento ci riferiamo alla miriade di cooperative sorte negli ultimi anni, quelle di lavoro di produzione, dove c’è, esiste lo scopo di lucro e non si vede (non si deve vedere). Cooperative inventate dalle imprese, dalle lobbie, da società di ogni tipo che hanno così aggirato ogni problema derivante dal costo del lavoro, fisco e quant’altro. Attenzione, tutto legale, tutto previsto e conclamato dalla legge, ma cooperative che sfruttano la manodopera e schiavizzano i dipendenti chiamandolo “socio”. Questa sembra essere l’unica parola che cambia fra imprenditore e lavoratore “socio”. Praticamente cerchi un posto di lavoro e ti ritrovi in una cooperativa con, per esempio, sede al nord e sparsa in alcune città dell’Italia. Tutto regolare, niente contro la legge. Sei assunto regolarmente con tanto di busta paga e pagamento dei contributi e scopri che sei un socio perché ti trattengono come prima cosa la quota sociale per entrata ed appartenenza alla cooperativa (generalmente 25 euro) e succede che in quelle serie, dove esiste un consiglio di amministrazione fatto da tanti dirigenti super pagati e gratificati, ti viene dato un “corposo regolamento interno” da osservare e dal quale si deduce che sei uguale agli altri, che partecipi con assemblee ed elezioni alla vita della cooperativa e anche alla gestione. Qui raggiungiamo il mondo delle favole, perché è cosi tutto ben organizzato che tu non conti un cavolo di niente e devi solo sgobbare come uno schiavo e questo nel 2009, non nel Medioevo. Vi prego di non pensare ad invenzioni, purtroppo queste cose avvengono in Italia e sono conosciute in parlamento, sanno di questo i ministri del lavoro, i governi, ogni singolo uomo politico (specialmente loro). Se le cose non vanno esistono gli uffici del lavoro e gli ispettorati, e qui vi consiglio di fare un giro con i moderni strumenti dell’informazione. Vi accorgerete che ogni anno vengono arrestati, indagati, processati e condannati numerosi dirigenti, ispettori, addetti caf, collaboratori e qualche carabiniere. Dicevo ad un giovane: “ma a chi vuoi rivolgerti, non so se ci sono ispettori del lavoro nella nostra città se tieni conto dei numerosi arresti avvenuti all’inizio dell’anno...”. Sono note le vicende che portarono all’arresto di numerose persone fra: imprenditori, ispettori del lavoro, consulenti, addetto caf e consigliere provinciale Pd... Purtroppo non si tratta di fatti isolati se si pensa agli arresti di Piacenza e Mantova, agli scandali di numerose altre città italiane (tante). Abbiamo una copia di una busta paga di un giovane che era messo bene perché incappato in una “società” che ha più sedi ed è strutturata alla pari di una Spa. Però la sua paga è di circa 6 euro ora (lorde), euro 1.20 meno di una badante. Parliamo di ragazzi diplomati che fanno praticamente i facchini con turni di lavoro massacranti, che ogni giorno vanno dalle 12,00 o dalle 14,00 alle 23,00 minimo. E in almeno tre giorni la settimana il lavoro finisce anche alle 03,00. Solo il sabato è festivo tutti gli altri lavorativi, compresi i festivi e i gran festivi. Gli viene pagato tutto, perché tutto in regola, ma tutto sottopagato. Per esempio un rateo di 13 mensilità corrisponde a 32,17 euro e tanto la 14esima. Gli straordinari sono tutti in percentuale ridotti. Attenzione: siccome le ore sono tante e potrebbero incorrere in sanzioni, inventano a loro piacimento per tutti i lavoratori “permessi non retribuiti” di varie ore nell’arco della giornata e per almeno 8 volte al mese. Così crollano le ore lavorate, ma ironia della sorte le ore non vengono pagate, sì perché sono permessi non retribuiti. Tutto regolare, tutto secondo la legge. Ma possono esistere simili leggi? Non è possibile far lavorare dalle 12,00 alle 03,00 un lavoratore senza volergli concedere la possibilità di mangiare, richiamandolo se fuma e se va qualche volta al bagno. Questo non è un socio, è uno schiavo. E allora vedete che questi lavori vengono prioritariamente ceduti e fatti fare ai cinesi, agli egiziani e chi più ne ha più ne metta. Oppure da persone che per il loro precedenti non possono ambire ad altro e si devono accontentare. Pensate che questa cooperativa, si occupa anche di conservazione nelle celle frigorifero a meno tanti gradi e quindi parliamo di terzo mondo se trattati così. Ad ascoltare “gli imprenditori” o i preposti (il servo padrone), dicono: nessuno vuole lavorare, non conviene l’impresa in Italia ecc. Non dicono cooperativa, perché molti fra questi si presentano come imprenditori e di fatti lo sono. Ma lo Stato dov’è? Come permette simili cose? E’ nota un’altra cooperativa in Basilicata che si occupava di sorveglianza di vario tipo, guardie giurate. Il loro capo sempre lo stesso da sempre e nel consiglio di amministrazione sempre gli stessi compiacenti. Lui e loro dirigenti con soldi e benefit, le guardie schiavizzate e sottopagate, ma soci di qualcosa che non ha scopo di lucro: e così è legale. Guai a ribellarsi, a parlare in pubblico di questo perché diventa secondo i regolamenti di tutte le cooperative, oggetto di licenziamento. Cambiano i nomi, si parla di pregiudicare la persistenza del rapporto sociale, ma la musica è sempre la stessa. Il socio può criticare solo in forma scritta, così decreta la sua morte lavorativa. Anche qui le stelle stanno a guardare e noi a parlare. Fonte RINASCITA del 9 luglio 2009

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2 in basso

  • #1

    claudia (giovedì, 01 gennaio 1970)

    purtroppo è tutto tremendamente vero quanto c'è scritto qua sopra

  • #2

    claudia (giovedì, 01 gennaio 1970)

    nel mio caso preferisco lavorare come colf,senza necessità di nessuna cooperativa...ma esistono persone che purtroppo de vono piegarsi a situazioni davvero tragiche e disumane...mia figlia è diplomata nn trova lavoro,ha inviato curriculm ovunque,le andrebbe bene qualsiasi lavoro...per ora però l'unico impiego trovato è presso il polo fierisitco di rho...che per altro le piace molto...ma purtroppo è un impiego saltuario...per fortuna però l 'agenzia a cui si è rivolta è un 'agenzia seria,nel senso che se pur sottopagato in base alle ore che svolge comunque fin ora nn ha mai inceppato in una fregatura...ma per quanto riguarda il discorso che ho letto qua in alto..ribadisco che purtroppo è tutto tremendamente vero...

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