OMICIDIO VIGILANTES: ASSOLTO IMPUTATO, CONDANNA PER 19 RAPINE
Roma, 23 apr. - E' ancora senza colpevoli l'omicidio di Gianluca Pes, la guardia giurata uccisa, davanti alla sua abitazione, in via dei Georgofili, il 21 dicembre del 2004 e rapinato dell'arma di servizio. Il gup Renato Laviola ha assolto per non aver commesso il fatto, in sede di giudizio abbreviato, l'ex giardiniere trentasettenne Antonio De Pasquale, che e' stato condannato, invece, a otto anni di reclusione, 3000 euro di multa con interdizione dai pubblici uffici per diciannove rapine ritenute unite dal vincolo della continuazione. Il giudice ha disatteso la richiesta di condanna all'ergastolo avanzata dal pm Salvatore Vitello che presentera' appello. De Pasquale e' stato assolto, inoltre, con formula 'il fatto non sussiste', dall'accusa di calunnia per avere, nel corso di un interrogatorio, incolpato una persona di due rapine e del delitto della guardia giurata. Quanto alla vicenda Pes, De Pasquale, che ha esultato dopo la lettura del dispositivo mentre veniva accompagnato fuori dall'aula dagli agenti di polizia penitenziaria, e' stato assolto, in particolare, relativamente ai capi d'imputazione di rapina, detenzione e porto illecito in luogo pubblico di una pistola calibro 9x22, secondo l'accusa sottratta a un'altra guardia giurata, Romolo Rufini, durante la rapina del 31 agosto 2004, e omicidio volontario aggravato. Soddisfatto il suo difensore, l'avvocato Maurizio Riccardi che aveva sostenuto l'innocenza del suo assistito: "Ci sono indizi che certamente non costituiscono nessuna prova anche in relazione alla circostanza che l'omicidio e' stato consumato il 21 dicembre del 2004 e che De Pasquale e' stato arrestato quattro anni dopo (l'ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip Marco Patarnello e' stata eseguita nell'ottobre del 2008 riguardo a sette rapine incluso l'episodio Pes). Gli indizi su cui si basa l'accusa sono costituiti da alcuni telefonini e schede telefoniche sottratti ad alcune parti offese. Queste ultime - ha spiegato il penalista - non hanno mai riconosciuto De Pasquale. Ci sono stati, inoltre, precedenti indagati prima riconosciuti e poi scagionati. La giustificazione si trovava nella straordinaria somiglianza fra un certo Cirri (condannato in corte d'appello per le rapine e per il quale e' stata chiesta dalla procura procedimento di revisione ancora non celebrato). La serialita' viene giustificata anche da una consulenza psicologica contestata perche' non psichiatrica". Era stato l'allora procuratore aggiunto Italo Ormanni a ottenere dal gip Patarnello la riapertura dell'inchiesta, archiviata nel 2007, sulla base di un'informativa della squadra mobile secondo cui quello di Pes non era un delitto isolato, ma seriale: rientrava nelle venti rapine, poste in essere dal 6 febbraio 2004 al 21 dicembre del 2004, che presentavano forti analogie. In particolare, gli esami balistici del servizio di polizia scientifica avevano stabilito che i "bossoli rinvenuti in occasione dell'omicidio di Pes erano stati sparati dalla stessa arma rapinata a Romolo Rufini, altra guardia giurata che aveva subito una rapina il 31 agosto del 2004". Con la stessa arma era stata commessa anche la rapina ai danni di Gianpaolo Ceraldi. "Tutti gli eventi - si leggeva nell'informativa - si consumano in un ambito territoriale molto ristretto, tanto che tutti gli obiettivi sono raggiungibili a piedi in quanto poco distanti l'uno dall'altro". Dall'esame della refurtiva, in particolare delle tracce lasciate dai telefoni cellulari rubati e oggetto di ricettazione, gli investigatori della mobile avevano desunto che quattordici rapine, compresa quella sfociata nell'omicidio Pes, erano attribuibili a una stessa persona. A legare gli eventi ci sarebbero state anche alcune telefonate dal contenuto di scherno partite dai cellulari rubati e rivolte al 112, al 113 e al 118. Un accertamento fonico sulla voce registrata aveva concluso che apparteneva a un uomo con inflessione dialettale campana e che con sufficiente probabilita' era quella di De Pasquale. La riapertura dell'inchiesta era stata sollecitata sulla base del fatto che le moderne tecniche di investigazione sui comportamenti seriali avrebbero potuto fornire ulteriori e determinanti elementi investigativi. Un contributo fondamentale sarebbe potuto giungere, per esempio, dalle tecniche di analisi del comportamento.
Fonte AGI 23 APR 09

